PREMESSA
Quando scoprii che ero dotata di un vero e proprio talento naturale nella “ars dicendi” del raccontar balle (sono una donna, parto avvantaggiata), decisi di farne un mestiere.
Ecco come nascono “Le interviste mai viste della Fra”, una serie di fandonie inventate di sana pianta, al solo fine di farvi divertire.
Bugia.
Con il solo scopo di farmi divertire.
Perchè la mia salvezza è, è sempre stata, e sempre sarà, scrivere.
Beh, accattateville... SIGLA!
Quando "Vanity Fair Italia" mi ha assegnato l’incarico di intervistare Colin Farrell, non potevo credere alle mie orecchie: io, Francesca Casiraghi de Maress, mi sarei trovata al cospetto di uno degli dei dell’Olimpo hollywoodiano. Roba da restarci secchi.
L’appuntamento è per pranzo in Sunset Plaza, naturalmente al CaffeMed. Dopo aver messo a soqquadro tutto il mio guardaroba (Donne, voi potete capirmi: cosa diavolo si indossa per un appuntamento con Colin Farrell?!) ho optato una camicia azzurra, jeans e Converse. Cominciavo a credere che non si sarebbe mai presentato da CaffeMed quando, due ore dopo l'orario prestabilito, il posto di fronte al mio era ancora tristemente vuoto.
Ore 15: ecco che finalmente il Signorino fa il suo ingresso trionfale, seguito da almeno dieci "paparazzi"e viene a posare il suo popo' da TOTmila dollari a film al mio tavolo: decisamente un momento memorabile, più mondiale di quella volta in cui Michael Jackson venne a casa mia per usare il bagno* (ma questa è un'altra storia...).
Colin Farrell, in tutto il suo splendore, mi rivolge il più malizioso dei sorrisi e mi dice: "I'm sorry".
Tesoro, con quegli occhioni da Bambi spaurito che ti ritrovi ti perdonerei qualunque cosa.
Dunque Colin, cominciamo. Mentre lui inizia a divorare un piatto di maccheroni con una foga non proprio principesca, io attacco con la prima domanda.
"Raccontami tutto di te", dico cercando di conferire alla mia voce il tibro più sensuale possibile.
"Tutto tutto?" fa lui, togliendosi un residuo di cibo dai denti con l'unghia del mignolo.
"Tutto tutto", confermo io mentre lo osservo inorridita fare la scarpetta con il sugo.
Colin: "Tutto tutto, va bene... ti racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia.Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane... Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato.
Ma la cosa più cattiva é stata quando ho fatto una bottiglia che sembrava vero vomito. La sera sono andato al cine
ma e ho nascosto la bottiglia nella giacca, sono salito in galleria e poi... poi... ho cominciato a fare dei versi cosi: bwaa...... bwaaa... bwaaaarg. E ho versato quella roba sul pubblico che stava di sotto. Allora é successo un vero finimondo, tutti hanno cominciato a vomitare e si vomitavano addosso l'uno con l'altro. Non mi sono sentito mai tanto cattivo in tutta la vita".*
Mi fissa soddisfatto, come un ragazzino che ha recitato per bene la lezione e, con disinvoltura, emette un rumoroso rutto. "I'm sorry", mi dice.
Ma va’ a cagare Colin Farrell e ridammi le 7 euro e 50 di “Chiedi alla polvere”, che è proprio un gran film di merda.
PS. D'accordo, Michael Jackson non è mai venuto a casa mia per fare la cacca....ma sua sorella sì!*
* cit. "The Goonies"
Quando scoprii che ero dotata di un vero e proprio talento naturale nella “ars dicendi” del raccontar balle (sono una donna, parto avvantaggiata), decisi di farne un mestiere.
Ecco come nascono “Le interviste mai viste della Fra”, una serie di fandonie inventate di sana pianta, al solo fine di farvi divertire.
Bugia.
Con il solo scopo di farmi divertire.
Perchè la mia salvezza è, è sempre stata, e sempre sarà, scrivere.
Beh, accattateville... SIGLA!
Quando "Vanity Fair Italia" mi ha assegnato l’incarico di intervistare Colin Farrell, non potevo credere alle mie orecchie: io, Francesca Casiraghi de Maress, mi sarei trovata al cospetto di uno degli dei dell’Olimpo hollywoodiano. Roba da restarci secchi.
L’appuntamento è per pranzo in Sunset Plaza, naturalmente al CaffeMed. Dopo aver messo a soqquadro tutto il mio guardaroba (Donne, voi potete capirmi: cosa diavolo si indossa per un appuntamento con Colin Farrell?!) ho optato una camicia azzurra, jeans e Converse. Cominciavo a credere che non si sarebbe mai presentato da CaffeMed quando, due ore dopo l'orario prestabilito, il posto di fronte al mio era ancora tristemente vuoto.
Ore 15: ecco che finalmente il Signorino fa il suo ingresso trionfale, seguito da almeno dieci "paparazzi"e viene a posare il suo popo' da TOTmila dollari a film al mio tavolo: decisamente un momento memorabile, più mondiale di quella volta in cui Michael Jackson venne a casa mia per usare il bagno* (ma questa è un'altra storia...).
Colin Farrell, in tutto il suo splendore, mi rivolge il più malizioso dei sorrisi e mi dice: "I'm sorry".
Tesoro, con quegli occhioni da Bambi spaurito che ti ritrovi ti perdonerei qualunque cosa.
Dunque Colin, cominciamo. Mentre lui inizia a divorare un piatto di maccheroni con una foga non proprio principesca, io attacco con la prima domanda.
"Raccontami tutto di te", dico cercando di conferire alla mia voce il tibro più sensuale possibile.
"Tutto tutto?" fa lui, togliendosi un residuo di cibo dai denti con l'unghia del mignolo.
"Tutto tutto", confermo io mentre lo osservo inorridita fare la scarpetta con il sugo.
Colin: "Tutto tutto, va bene... ti racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia.Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane... Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato.
Ma la cosa più cattiva é stata quando ho fatto una bottiglia che sembrava vero vomito. La sera sono andato al cine
ma e ho nascosto la bottiglia nella giacca, sono salito in galleria e poi... poi... ho cominciato a fare dei versi cosi: bwaa...... bwaaa... bwaaaarg. E ho versato quella roba sul pubblico che stava di sotto. Allora é successo un vero finimondo, tutti hanno cominciato a vomitare e si vomitavano addosso l'uno con l'altro. Non mi sono sentito mai tanto cattivo in tutta la vita".*Mi fissa soddisfatto, come un ragazzino che ha recitato per bene la lezione e, con disinvoltura, emette un rumoroso rutto. "I'm sorry", mi dice.
Ma va’ a cagare Colin Farrell e ridammi le 7 euro e 50 di “Chiedi alla polvere”, che è proprio un gran film di merda.
PS. D'accordo, Michael Jackson non è mai venuto a casa mia per fare la cacca....ma sua sorella sì!*
* cit. "The Goonies"


Povero John Fante, non sapevo che avesse ricevuto simile trattamento dal perfido mondo dello showbiz hollywoodiano. Quanta cattiveria nel mondo, signora mia (-:
RispondiEliminaHai perfettamente ragione, il libro fa sognare il film fa ... Ci siamo intesi, caro il mio Arturo Bandini ;-P
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